Con la luce negli occhi – Premio Michele Cea

Con la luce negli occhi – Premio Michele Cea

Un fiore chiamata Belgrado

Sentirsi soli nel buio dell’anima con il cuore ridotto a brandelli. In un silenzio opprimente e irreale che diventa assordante in quanto non cercato e non voluto ma imposto dalla natura ferocemente animalesca dell’uomo. L’unica fioca luce… quella di una candela accesa ad illuminare le domande insolute che risuonano nella testa.
Una luce guida il volto abbassato e bendato da un tessuto lieve che abbraccia lo sguardo perso nelle tenebre del conflitto bellico. La notte non porta pace, la notte schiaccia le esistenze mentre le grida giocose dei bimbi si tramutano in urla di paura. Come se, ancora una volta, il Grido di Munch ritornasse a distanza di oltre un secolo.
Andrea Solaja lascia senza parole con la sua arte che racconta la sconvolgente tragedia della guerra civile in ex Jugoslavia. E lo fa tramite una pittura delicata, unica terapia possibile rispetto alla devastante violenza delle bombe. Associa i sentimenti ai colori e alle pennellate affinché ogni tratto sprigioni memorie e ricordi. Un’esperienza indelebile che trova sfogo nel suo progetto When the night comes – One Light, One Soul.
Andrea troppo in fretta è stata catapultata dalla dimensione fanciullesca a quella di giovane donna. Ha maturato così una capacità di comunicazione colma di attaccamento alla Vita. Vita come fiore che sboccia e, perdendo i petali, germoglia nuovamente.
Un fiore chiamato Belgrado, madre e radice d’origine, paese straziato, culla amorevole, dolore immenso. Speranza di rinascita e Spirito che combatte guardando oltre, sapendo conservare tutte le croci di chi non potrà più tornare.

Massimiliano Porro

 

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