Cinque Petali

‘’Cinque petali, il film animato di Andrea Solaja é, secondo la mia  lettura, un oggetto narrativo e disegnato, che contiene un’urgenza e una qualità preziosa, umana e chiarissima. L’intimità del diario, l’assunzione del punto di vista di chi ha visto, la ricerca di una voce sonora e grafica, una voce per dirlo, per cercare di raccontare un tempo e un episodio imprescindibile, questi elementi complementari nel film ne costituiscono l’ossatura, la forza, che trasforma la fragilità tecnica, la povertà del carboncino, in uno stato potenziale del racconto, libero, condivisibile e unico.
A queste qualità, si aggiunge il fatto che il film tocca un luogo geografico vicino e un tempo anche vicino a noi, che ci riguarda e, per quello che posso dire, mi sembra che questa decisione di progetto sia affatto scontata, e sia una direzione di senso, rispetto al luogo nel quale la tesi viene presentata e discussa.Andrea racconta con precisione – nel testo che integra il film – la complessità tecnica e la mole di lavoro che si é resa necessaria per fare esistere un film animato disegnato a carboncino, fotogramma per fotogramma, ma voglio aggiungere che a una prima fase – credo di fascinazione tecnica e lavoro e che ha dato forma a molte sequenze finite – si è aperta una seconda fase di riscrittura, di integrazione di nuove sequenze, con il ripensamento del montaggio, del sonoro, l’ampliamento di passaggi importanti che ha portato – nei mesi – e con un vero lavoro filmico, alla qualità che attraversa tutto il film, con coerenza e naturalezza.‘’

Stefano Ricci

Belgrado (Serbia) 24 marzo 1999: l’inizio dei bombardamenti della NATO.
Il filmato, realizzato nel 2014, ripercorre i momenti tragici attraverso gli occhi di una bambina che si è vista derubare precocemente e violentemente della propria infanzia.
E’ una denuncia contro gli orrori della guerra che come sempre colpisce soprattutto gli innocenti.
E’ un giorno qualsiasi, la primavera è arrivata da poco, però questa rinascita è strana e sospetta. Da giorni si parla di un possibile attacco da parte della NATO, ma quasi nessuno ci crede, ‘’l’era delle guerre è ormai un passato lontano’’ si mormora. In fondo è quello che in realtà temevamo tutti… e che accade quando meno te l’aspetti… Il silenzio fu interrotto dal suono delle sirene, gli aerei che dominavano il nostro cielo incominciarono a sganciare le bombe, e ad un tratto i colori della primavera si sono dissolti nel fumo e nella cenere:
 ‘’Così iniziò il bombardamento per me a Belgrado, quel terribile giorno, un periodo oscuro per la mia famiglia e per l’intero paese. Quel 24 marzo la mia infanzia è finita…’’
Il racconto di questo film è un capitolo della mia vita, del trauma subito che sono riuscita ad elaborare per testimoniare un periodo traumatico per me e la mia gente, per far conoscere alle nuove generazioni una parte di storia che ritengo sia giusto rimanga nella memoria.
L’obiettivo dell’animazione non è un’analisi storica, ma una descrizione della paura devastante che questa tragedia lascia sulle proprie vittime.
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Videoart